Editto di Trump

L’editto di Trump potrebbe favorire le fake news?

Tutto risale a ieri, quando un tweet del Presidente Donald Trump è stato etichettato dal social network Twitter come privo di fondamento. Nel tweet il Presidente Trump aveva mosso qualche dubbio circa la possibilità di brogli elettorali, qualora le prossime elezioni americane utilizzassero la modalità del voto per posta per via del Covid-19.

Twitter ha segnalato come privi di fondamento due tweet del Presidente Donald Trump.

LA RISPOSTA DI TRUMP NON SI FA ATTENDERE

La reazione di The Donald è stata rabbiosa e celere; nella giornata di ieri è trapelata la notizia che il Presidente avrebbe firmato un ordine esecutivo che avrebbe interessato i social media. E così è avvenuto: l’ordine esecutivo firmato dal Presidente Trump toglie l’immunità diplomatica ai social media sui contenuti pubblicate sulle piattaforme.

SECONDO TRUMP, TWITTER FA ATTIVISMO POLITICO

Secondo il Comandante in Capo della Casa Bianca, Twitter fa attivismo politico e i social media “controllano in monopolio tutte le comunicazioni pubbliche e private negli Stati Uniti”. Cosa ha ottenuto con questa mossa? I social media ora non sono più esonerati dalla responsabilità su ciò che viene scritto sulle varie piattaforme, consentendo quindi ampia discrezione nella limitazione o rimozione del contenuto incriminato. Ora i vari Twitter e Facebook potrebbero essere citati in caso di cancellazione o limitazione di post.

POSSIBILI NUMEROSI RICORSI

Va però detto che lo stesso Presidente si aspetta numerosi ricorsi, in quanto che la modifica della Section 230, la legge su Internet che regola quanto spiegato precedentemente, deve essere approvata dal Congresso. Ciò non ha scoraggiato il numero 1 di Twitter, Jack Dorsey, che ha affermato che il social “continuerà a segnalare le informazioni errate”.

LA REAZIONE DI FACEBOOK

E Facebook? Se da una parte Twitter non si faccia intimorire da quello che può apparire come un editto, Mark Zuckerberg nonostante sia direttamente – e suo malgrado – coinvolto, ha dichiarato che “Facebook non dovrebbe essere l’arbitro della verità di tutto ciò che la gente dice online. Le società private, specialmente queste piattaforme, probabilmente non dovrebbero essere nella posizione di farlo”. Una posizione quasi da ignavo, salvo poi correggersi sostenendo che ““In generale penso che la scelta di un governo di censurare una piattaforma perché è preoccupato della sua censura non sia la giusta reazione“.

LE PRIME CONSEGUENZE

Ma quali sono le dirette conseguenze di questa lite degenerata in poche ore?
Tanto per cominciare sia Twitter, sia Facebook hanno segnato un tracollo in borsa del 4-5% a testa, mentre questa grave querelle potrebbe portare ad un rafforzamento del dilagare delle fake news, su cui i social network – specialmente Twitter – stanno impegnando le loro forze.

Roberto Cosentino
Classe '87, fotografo e giornalista pubblicista, amante della tecnologia.